L'ingresso - il biglietto da visita
Una volta, nelle case di un tempo, chi entrava trovava nell'ingresso un vassoio dove poteva lasciare il proprio biglietto da visita. Il segno di un passaggio, l'omaggio verso gli ospiti. La casa stessa era invece il biglietto dei proprietari, gli oggetti che si presentano aprendo la porta d'ingresso, la luce, il sorriso di chi accoglie. In questa casa virtuale in cui chi entra non può lasciare il proprio biglietto sono io a presentarmi con alcune frasi che tempo fa mi sono venute alla mente.
Se dovessi porgere ora un mio biglietto sarebbe completamente bianco.
Chi sono, chi offro alla vista in un cartoncino, in un riassunto di me?
Bella domanda! Mi sembra quel gioco a cui abbiamo giocato quel giorno al Castello di Sorci...
Chi sono?
- Io sono tutto e il contrario di tutto.
- Sono alta e sono bassa.
- Sono bionda, rossa, mora o grigia.
- Sono figlia e sono madre.
- Sono in pensione, lavoro e studio.
- Sono profonda e superficiale.
- Sono allegra e sono triste.
- Sono euforica e depressa.
- Sono buona e anche cattiva.
- Sono generosa e vendicativa.
- Sono fiduciosa e sospettosa.
- Amo e odio con la stessa intensità.
Chi sono dunque? Cosa posso offrire con quel breve gesto di me. La facciata bianca o la facciata nera del mio biglietto? Un nome e cognome che mi appartengono solo in parte, in cui mi riconosco solo in parte. L'età? Non è quella scritta sulla mia carta d'identità, è altro, piu giovane o piu vecchia a seconda dei momenti. L'aspetto? Cambia con l'estro e con l'umore, grassa, magra, i capelli colorati in un modo o nell'altro, gli occhiali o no, la gonna o i pantaloni, trucco o viso lavato. Chi è quella persona che incontro riflessa nelle vetrine quando passo per la strada? Sono io? Con quelle caviglie gonfie e il passo stanco? Piacere... chi? Ada, Dody Adalinda troppi nomi per una sola persona. Ascari... Salemme ho transitato per due cognomi con dolore.
Che cosa fai di bello? Da dove comincio? E' tutto bello quello che faccio? Soffio e sbuffo. Ma anche rido e sorrido, sogghigno, brontolo, mi affanno, mi distendo, mi diverto, esperimento, partecipo... Da dove comincio? Qual'è la cosa piu importante? Dove sta l'inizio e c'è una fine?
Tutto su un cartoncino da un lato bianco e dall'altro nero. Aiuto! Mi ci vuole la rete. Il suo mare infinito. Chi mi accoglie, chi riceve la mia visita attraverso il mio biglietto cosa capirà? L'impossibilità di capire. "Il senso del chiedere" dice il mio amico Flavio, io aggiungerei "il senso del dare" perchÈ semplicemente mi suona piu bene.
Questo scrivevo qualche anno fa, nel lontano 2002. Oggi posso solo constatare che sono molto diversa dall'inizio della mia vita, ma anche da un anno fa, è passato del tempo ed i miei interessi si sviluppano continuamente in varie direzioni. La svolta più importante nella storia della mia vita è stata l'andare in pensione e chiudere un periodo che pur bello e ricco di soddisfazioni si era ormai concluso. Ma dal momento che non sono persona da stare con le mani in mano ho trovato subito come impiegare il mio tempo. Nel 1999 mi sono iscritta alla Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari che ha cambiato notevolmente la mia vita ed ha aperto le mie finestre sul mondo, contemporaneamente ho cominciato altre cose che mi hanno portato ad impegnarmi per la comunità dove abito. Anche se non me ne rendevo conto nella mia vita avevo sempre espresso delle idee, si è trattato solamente di uscire allo scoperto.
Ed ora partiamo dall'inizio, con la mia storia raccontata semplicemente, così come posso, come sono capace. Senza fronzoli, la offro come un biglietto un po' più consistente, un curriculum narrativo per capire io stessa chi sono.
